Compagnia Siciliana 1921

Il nome della nostra linea “Compagnia Siciliana 1921” è stato ispirato dall’anno più importante per la produzione ed il commercio del vino in Sicilia, il 1921; negli anni’20 la fortuna e la diffusione del Marsala diede infatti nuova luce all’intera Sicilia, si trattava infatti   del primo vino ad essere commercializzato in Europa, soprattutto in Francia e nel Regno Unito.

Le cultivar da vino rosso che fanno parte della linea sono il Nerello mascalese, il Nero d’Avola e lo Syrah, a cui si affianca il vitigno a bacca bianca Grillo. 

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REAL ACADEMIA (2017)
,
15,00
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PACIFICUS (2018)
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16,00
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Blanchè (2018)
,
10,00

Real Academia – Nero d’Avola


Chiamato anche Calabrese o Calabrese d’Avola, il Nero d’Avola è il re dei vitigni a bacca siciliani. Non si sa quando i vigneti coltivati a
nero d’avola siano “sbarcati” sull’Isola ma il suo territorio di origine si rintraccia nelle località di Eloro, Pachino e Noto, in provincia di Siracusa.; il nome sembrerebbe derivare dall’erronea traduzione del dialetto siciliano “calaurisi”, risultante dall’unione delle parole “calea” – ovvero uva – e “aulisi”- di Avola, borgo della provincia di Siracusa.
Il vitigno predilige terreni di impasto medio, prevalentemente calcareo- argillosi. Il vino che ne deriva ha un caratteristico colore rubino, mentre la liquirizia ed il melograno sono gli aromi che fanno capolino al suo assaggio. Anch’esso appare intenso e vellutato al palato.

Pacificus – Syrah

Il Syrah è uno dei vitigni chiamati “internazionali”, perché esportati dalla Francia e coltivati in tutto il mondo. Originariamente sembra provenire dalla città di Schiraz, in Persia, da cui pare sia giunto nel nostro paese nell’antichità attraverso la città di Siracusa  (una leggenda connessa all’imperatore Marco Aurelio narra che derivi proprio da Syracousai– Siracusa). Le prime testimonianze dello Syrah in Italia risalgono comunque  al 1828, grazie al mantovano Acerbi, uno dei più importanti ampelografi italiani. Alla fine dell’800 lo Syrah era presente in quasi tutte le regioni italiane, anche se la sua maggiore diffusione era in Toscana.
Le caratteristiche organolettiche del vino che ne deriva sono piuttosto peculiari, il colore è un rosso rubino molto carico con riflessi violacei, il gusto è elegante e complesso, al naso presenta note di liquirizia, mirtillo e gelso nero. 

Blanchè – Grillo

Il Grillo è un vitigno a bacca bianca diffuso soprattutto nella Sicilia occidentale. Il Grillo trova la sua origine probabilmente in Puglia, da dove sarebbe giunto dopo la fillossera, inizialmente nella zona di Marsala e poi nelle altre province dell’isola. E’ conosciuto anche con il sinonimo Riddu. Oggi è un vitigno caratteristico della zona di Marsala ed ha particolare importanza nella produzione del Marsala DOC. Il Grillo ha avuto una rapida espansione in Sicilia, fino ad occupare, intorno agli anni ’30, il 60% della superficie vitata dell’intera isola. Il vino che deriva ha un colore giallo paglierino brillante; profumo delicato, con note di zagara e pesca bianca si associano ad un gusto armonico ed equilibrato.

Privè

Il Nerello Mascalese è un vitigno autoctono della sicilia appartenente alla famiglia dei nerelli o nigrelli o neri siciliani, diffuso prevalentemente nella zona alle pendici dell’Etna, nell’area metropolitana di Eatania.

Benché non vi siano fonti storiche ad attestarlo, tradizionalmente il suo impianto si fa risalire alla fondazione di Naxos, la prima delle colonie greche dell’isola, intorno al 730 a.c., da cui poi si sarebbe diffuso nell’attuale entroterra messinese e nel catanese, giungendo fino alle pendici dell’Etna, dove in epoca romana si stabilizzò avendo trovato nel terreno di origine vulcanica il suo sito ideale.

Il vino che ne deriva è di colore rosso rubino intenso, mentre la gamma olfattiva risulta delicata e complessa, spaziando dall’aroma floreale a quello vanigliato; al palato si presenta generalmente morbido ed equilibrato.